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“...solo a scavar nel sale ci può stare di trovare un baccalà a riposare....”
...E allora trovato il prezioso merluzzo si proceda alla sua lavorazione.
Si adagi il baccalà in acqua corrente per il tempo che il sol passi due volte affinché il sale, che l'ha difeso fino a quel momento, scorra via lasciando adesso spazio a quei sapori e a quella consistenza che son propri del nostro baccalà.
Passato questo tempo lo si scoli massaggiandone la polpa con carezze a farle rilasciare quei residui che l'avidità del sale a se trattiene. Si proceda adesso a dividere il merluzzo nelle porzioni che desideriamo adeguando la grandezza dei bocconi al numero dei nostri commensali. Si sistemino le stesse in un contenitore ed a parte si triti un misto di salvia e rosmarino freschi ma non con macchine o “armennicoli”bensì al coltello: grossolanamente. Il trito ottenuto andrà profuso sul baccalà che giace come addormentato” a coprirlo per allietarne il sonno. Il giorno seguente il vostro baccalà sarà pronto per essere grigliato sulla brace o arrostito dentro al forno fino a sua completa ed elegante doratura. Dopo averlo impiattato vi si versi con moderata parzimonia un filo d'olio, di quello “bono” di Lucca e vi si aggiunga, a far cornice al nostro quadro, una manciata di ceci bolliti nella loro acqua di fusione, dove giacquero per una notte intera con un mazzetto di salvia e un capo d'aglio vestito. Anche per “loro” sarà buon uso l'aggiunta dell'olio lucchese, ma con un pizzico di sale che non guasta.
Samuele Cosentino
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